{"id":6421,"date":"2026-02-03T11:41:11","date_gmt":"2026-02-03T10:41:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.onlyonegroup.it\/?p=6421"},"modified":"2026-02-10T13:13:26","modified_gmt":"2026-02-10T12:13:26","slug":"erich-turroni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.onlyonegroup.it\/en\/erich-turroni\/","title":{"rendered":"ERICH TURRONI"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"wp-block-heading has-medium-font-size\">VERSO NUOVE PROSPETTIVE NELL\u2019ARTE CONTEMPORANEA<\/h2>\n\n\n\n<p>II corpo e l\u2019identit\u00e0 sono alla base della ricerca artistica di Erich Turroni, scultore e pittore, nato nel 1976.<br>\u201cNella pittura mi piace la possibilit\u00e0 di poter lavorare con trasparenze e per sovrapposizioni, creando immagini rarefatte e enigmatiche. Ci\u00f2 che mi interessa \u00e8 il segno che manca, il vuoto che sta dentro e attorno\u201d.<br><br><strong>Qual \u00e8 stato l&#8217;elemento o gli elementi che hanno pi\u00f9 influenzato le sue opere?<\/strong><br>Credo che tutto parta dal corpo, inteso non come soggetto da ritrarre ma come campo di tensione: identit\u00e0, memoria, desideri. Il corpo \u00e8 il primo paesaggio che abitiamo e, allo stesso tempo, il primo mistero che non riusciamo a vedere per intero. Per questo le mie immagini somigliano pi\u00f9 a radiografie, a passaggi di densit\u00e0, dove l\u2019impronta e la gestualit\u00e0 emergono come tracce fisiche e residue del suo attraversamento, pi\u00f9 che come figure riconoscibili.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 il percorso per trasformare un\u2019idea visionaria in un\u2019opera?<\/strong><br>Il concetto alla base della genesi del mio lavoro \u00e8 nello scambio continuo tra disegno e scultura. A volte una scultura nasce da un disegno precedente, disegni che considero veri e propri quadri, altre volte accade il contrario: realizzo prima la scultura e, da essa, prendo ispirazione per opere bidimensionali. \u00c8 un dialogo costante, una circolazione di forme che non ha un punto d\u2019inizio definito.<br>Non parto mai da un\u2019idea \u201ccompiuta\u201d. Preferisco che l\u2019immagine si costruisca in modo progressivo, attraverso stratificazioni e rimandi tra un medium e l\u2019altro.<br>Se esiste una \u201cvisionariet\u00e0\u201d, per me \u00e8 la capacit\u00e0 di accettare che l\u2019immagine resti parziale, spostata, mai definitivamente chiusa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa la guida nello sviluppo dello schizzo iniziale?<\/strong><br>Spesso lo schizzo non \u00e8 un inizio, ma una traccia tardiva, una forma di registrazione. Disegno quando percepisco che un\u2019immagine interna rischia di diventare troppo definita: il segno sul foglio mi serve per contraddirla, per mantenerla aperta.<br>Non mi guida il desiderio di \u201cbloccare\u201d una forma, ma di metterne alla prova la fragilit\u00e0. In questo senso il vuoto, il non detto, il non tracciato, conta quanto la linea. Mi interessa ci\u00f2 che manca: il bordo che non chiudo, la figura che non si mostra per intero, la parte che resta fuori campo. Lo schizzo \u00e8 il luogo in cui verifico fin dove l\u2019immagine pu\u00f2 resistere senza cedere all\u2019eccesso di spiegazione.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Tra le imperfezioni dei materiali, qual \u00e8 quella che considera pi\u00f9 \u201cmagica\u201d, in grado di stimolare la sua creativit\u00e0?<\/strong><br>Lavorando con materiali sintetici e industriali la \u201cmagia\u201d pi\u00f9 interessante \u00e8 sempre quella che sfugge al controllo: una bolla d\u2019aria, una velatura inattesa, una micro-frattura nella superficie.<br>Non considero queste imperfezioni come errori da correggere, ma come ingressi, punti in cui la materia smette di essere neutra e inizia a suggerire qualcosa che non avevo previsto. Mi interessa pi\u00f9 ci\u00f2 che si incrina rispetto a ci\u00f2 che funziona alla perfezione. Le superfici dei miei quadri sono inglobate in strati di resina che raramente risultano lisci: durante il processo di realizzazione emergono spesso piccoli \u201cinconvenienti\u201d che ne segnano la pelle. Sono tracce che non controllo del tutto e che considero parte viva dell\u2019opera, come se la superficie respirasse e registrasse il proprio stesso farsi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>In che modo il luogo influisce sulla sua scelta della citt\u00e0 e dello spazio in cui immaginerebbe un\u2019installazione, e quali caratteristiche dovrebbe avere per entrare in dialogo con l\u2019opera?<\/strong><br>Per me ogni luogo ha una sua anima, qualcosa che filtra nel processo creativo e inevitabilmente lo orienta: per questo immaginerei l\u2019installazione in uno spazio capace di risuonare con il lavoro, un luogo spirituale, anche un bosco, dove l\u2019ambiente stesso diventa parte attiva dell\u2019opera.<br>Quanto alla citt\u00e0, pi\u00f9 che una capitale immaginerei un luogo di frontiera, dove il confine tra sopra e sotto, tra visibile e invisibile, sia gi\u00e0 inscritto nella geografia.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>VERSO NUOVE PROSPETTIVE NELL\u2019ARTE CONTEMPORANEA II corpo e l\u2019identit\u00e0 sono alla base della ricerca artistica di Erich Turroni, scultore e pittore, nato nel 1976.\u201cNella pittura mi piace la possibilit\u00e0 di poter lavorare con trasparenze e per sovrapposizioni, creando immagini rarefatte e enigmatiche. 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