IMPERFETTOLAB

The poetry of imperfection

Imperfettolab è insieme laboratorio e galleria: uno spazio vivo, attraversato da un fare quotidiano che non separa la creazione dalla vita. È prima di tutto una famiglia, dove ciascuno partecipa a un processo creativo continuo, alimentato dai gesti di ogni giorno.
La collezione Imperfettolab vive fuori dal tempo e dalle mode: una sequenza senza date, sospesa tra un passato arcaico e un futuro ancora aperto. Il suo alfabeto formale nasce dalla natura e dalle forme primarie, essenziali e ancestrali, rilette in chiave contemporanea e portatrici di memoria, ma anche di tensione verso ciò che deve ancora arrivare.
Da questa visione prendono forma arredi e oggetti che non cercano una bellezza accomodante né l’amore a prima vista: preferiscono interrogare, provocare, far riflettere. Entrano nella memoria come presenze, non come semplici elementi d’arredo.

Il carattere delle opere è netto, privo di ipocrisie, fedele a un’etica testarda del bianco o del nero, con rari accenti metallici. Le linee curvilinee e sinuose, spesso fuori scala, generano reazioni emotive immediate.
Le opere giocano con i contrasti: il materiale plastico ridisegna la natura in una veste onirica; geometrie solide azzardano equilibri solo apparentemente impossibili; la scala, anche quando è esasperata, diventa illusione e genera una leggerezza inattesa, come se oggetti che paiono pesare tonnellate potessero muoversi nello spazio con delicatezza.

C’è poi la capacità di desacralizzare il classico: la forma antica viene scomposta e reinventata, e un patrimonio ancestrale riaffiora in complementi contemporanei, funzionali, innovativi, capaci di abitare una villa o un loft, un museo, un palazzo rinascimentale o un attico di vetro sui tetti di Manhattan.
In questa poetica, la bellezza si rivela attraverso le imperfezioni: non difetti, ma tracce del finissimo artigianato sulla materia. Una tattilità che richiama la materia viva, quella che il tempo consuma e rende più preziosa, qui raffinata fino a diventare lusso assoluto.

Nata dalla simbiosi ultraventennale tra Verter Turroni ed Emanuela Ravelli, Imperfettolab racconta la battaglia eterna tra “natura” e “technè”, tra naturale e artificiale. Non importa chi vinca: è la tensione tra i due poli a generare opere destinate a durare, immuni dalle mode effimere e capaci di attraversare decenni senza perdere la loro bellezza singolare.
Questa ricerca continua trova oggi una nuova tappa in VESTIGIA, l’ultima collezione firmata da Verter Turroni per Imperfettolab. Un lavoro di continuità con le creazioni recenti, che vengono desacralizzate e rielaborate, talvolta alleggerite, talvolta private di dettagli, per dare forma a nuove visioni.

Ispirata a immaginari reperti del passato, Vestigia ne contamina la storia con una materia leggera e moderna. Le opere restano contemporanee ma lontane dalla tecnologia e dalle sue semplificazioni: espressione di lavoro artigiano e idee inesauribili, sempre più in antitesi con l’automazione che uniforma ogni cosa.
La materia mantiene un aspetto arcaico, duro, imperfetto, ma si lascia plasmare in forme mutevoli e inattese. Ne nasce un design inconfondibile, scultoreo, insieme selvaggio e metafisico: oggetti che sembrano provenire da un tempo remoto e che, proprio per questo, appaiono più attuali che mai.